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09 novembre 2009
Otto diverse traduzioni rom della Bibbia, il primo libro sui rom dal 1803, i primi scritti trovati in lingua rom ed altri interessanti pezzi della cultura rom saranno esposti nei prossimi sei mesi nell’ambito della mostra “Alave e Romengo” (“Parola dei rom”), nel primo Museo di cultura rom inaugurato solennemente a Belgrado alla fine di ottobre. Con l’autore della mostra Dragoljub Ackovic dal “Roma community center 8 aprile”, fondatore del Museo, ha parlato la nostra inviata Slavka Sunajko.
Dopo mezzo secolo dalla promozione dell’iniziativa sulla formazione del Museo, come ci ha detto Dragoljub Ackovic, autore della mostra e vicepresidente del Parlamento mondiale dei rom, Belgrado ha ricevuto il primo Museo di cultura rom. Nel museo, sulla superficie di 72 metri quadri, i visitatori possono vedere circa 100.000 documenti della cultura rom. Sono esposti anche 12 pannelli con 12 diversi settori di cultura e letteratura dei rom, di cui alcuni risalenti al tardo medioevo.
Nel mondo esistono otto musei di cultura rom, ma, come evidenzia Ackovic, questo è l’unico vero museo nell’Europa del Sudest, perchè l’eredità della cultura rom viene, in genere, presentata nell’ambito di esposizioni permanenti nei musei di altro tipo.
Alla mostra a Belgrado è esposto il più antico testo in lingua rom, pubblicato nel 1537 in Inghilterra, la rivista romena “Romano lil” che veniva pubblicata a Belgrado nel 1935, e il primo libro di prosa rom risalente al 1803. “Quell’anno, fra l’altra, furono pubblicati soltanto nove libri in lingua serba, e fra loro anche questo di cui autore è Petar Aksibarkovic, e alcune parti del libro sono in lingua rom”, evidenzia il nostro interlocutore.
“Nel museo sono esposti, fra l’altro, una ventina di dizionari di lingua rom da diversi paesi del mondo, e un esemplare unico serbo-rom-tedesco, scritto nel 1942 durante la Seconda guerra mondiale in un campo di concentramento tedesco, che si vede dai timbri del campo di concentramento. Il suo autore è Svetozar Simic”, ha fatto sapere Ackovic.
L’autore della mostra Dragoljub Ackovic rileva che tutti i libri e testi , fra cui ci sono anche otto Bibbie in lingua rom, si possono legge su dieci computer, e le copie dei libri originali saranno esposte accanto. I visitatori avranno, fra l’altro, l’occasione di vedere i libri di letteratura moderna rom, una ricca collezione di cartoline, e i film documentari sui rom.
Oltre la mostra, nel Museo saranno organizzate ogni venerdì, sabato e domenica anche lezioni tematiche dal settore di romologia, alle quali gli interessati potranno conoscere meglio la cultura, la storia e la lingua dei rom. La mostra sarà aperta fino al 20 marzo dell’anno prossimo, e i patroni della manifestazione sono la città di Belgrado e la Biblioteca popolare di Serbia.
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